Riunioni su riunioni e alla fine non cambia mai niente. Perchè?

Esiste un processo, troppo spesso sottovalutato, che mantiene l’organizzazione al passo con le necessità interne ed esterne: la modifica delle responsabilità continuative.
Se ci si accorge che una persona dovrebbe occuparsi anche di qualcos’altro oltre a ciò che fa attualmente le opzioni sono poche:
1 il capo / titolare decide (spesso in modo superficiale e scontentando parecchie persone)
2 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in conflitto e quindi si ferma tutto e si rimane sulle posizioni iniziali
3 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in sintonia e quindi si accordano sul “darsi una mano”.

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Cosa succede se non si lavora sull’organizzazione?

Ci aspettiamo che i leader plasmino un team efficace ed efficiente ma che mezzi gli diamo?
Il mio pensiero è che:
1. l’organizzazione debba essere disegnata e definita nei suoi sistemi di funzionamento di base per garantire un approccio uniforme
2. i capi siano aiutati nei loro punti deboli per mantenere limitati i rischi di instabilità.

Si potrebbe pensare ad un gruppo di manager che si confrontano e che si aiutano ma non solo, anche un coinvolgimento dei dipendenti e degli altri stakeholders sarebbe una grande opportunità.
Perchè in fondo l’azienda è la nostra casa per tante ore al giorno e può essere veicolo delle nostre aspirazioni e della nostra realizzazione, quindi perchè non curarla?

 

Riunioni: c’è luce in fondo al tunnel!

Ormai in certe aziende il tempo speso in riunioni supera quello dedicato a creare valore.
Anche senza arrivare a questi estremi gestire bene gli incontri è fondamentale. Allora perchè spesso sembra di non concludere nulla?

Vi do la mia interpretazione e, come sempre, il punto di vista diverso che arriva con i nuovi modelli organizzativi.

Leader perfetti? beato chi li ha!

Le persone hanno sempre difetti, anche i migliori leader.

Perchè allora non valutare di scomporre il loro ruolo e assegnare le attività alle persone migliori?

Una mia conoscente mi ha raccontato di un responsabile ufficio tecnico che è un bravissimo coordinatore ma non eccelle sui contenuti specialistici. Nel suo caso con la governance dinamica sarebbe facile distinguere i due ambiti e dare il ruolo di “consulente tecnico” ad un progettista esperto.

Questo è solo un assaggio di quello che si può ottenere associando i ruoli giusti alle persone giuste…

Organizzazioni accoglienti

Le esigenze delle persone e delle aziende cambiano nel tempo. Forse è meglio cercare una via organizzativa nuova per evitare questo incubo delle risorse umane…

Le persone nel corso della loro vita hanno esigenze diverse
Le esigenze aziendali cambiano nel tempo
Il percorso di carriera è monodirezionale e fatto per grossi scalini

= incubo delle risorse umane!

E se invece di avere una sola dimensione di crescita ce ne fossero due, tre, dieci?
E se le esigenze aziendali fossero scomposte in mattoni più piccoli?

Forse saremmo tutti più sereni e disposti al cambiamento e il gioco a somma non zero risulterebbe in lavoratori più felici e performance migliori

L’organigramma vero non è appeso al muro

Nell’organizzazione in cui lavorate c’è già un’autoorganizzazione e non lo sapete!
Smettiamo di ignorarla e anzi rendiamo tutto chiaro e visibile!
Tanto la polvere sull’organigramma è la dimostrazione che non è quello che guida le decisioni.

Questo non vuol dire rendere tutti capi, anzi potrebbe voler dire inizialmente che dobbiamo rendere evidente che decide tutto il “paron”.
Per diventare migliori si deve passare innanzitutto dalla consapevolezza, come un buon atleta che guarda con oggettività i propri punti deboli.