Riunioni su riunioni e alla fine non cambia mai niente. Perchè?

Esiste un processo, troppo spesso sottovalutato, che mantiene l’organizzazione al passo con le necessità interne ed esterne: la modifica delle responsabilità continuative.
Se ci si accorge che una persona dovrebbe occuparsi anche di qualcos’altro oltre a ciò che fa attualmente le opzioni sono poche:
1 il capo / titolare decide (spesso in modo superficiale e scontentando parecchie persone)
2 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in conflitto e quindi si ferma tutto e si rimane sulle posizioni iniziali
3 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in sintonia e quindi si accordano sul “darsi una mano”.

Continua a leggere Riunioni su riunioni e alla fine non cambia mai niente. Perchè?

Sociocrazia “per tutti”

sociocrazia governance dinamica.jpg

Grazie a Sociocracy For All ho potuto tradurre questa bella infografica.
Gli elementi più interessanti del metodo ci sono tutti, sbirciate e lasciatevi incuriosire.

Di seguito trovate invece il riferimento a un testo, consigliato caldamente a chi ha partecipato al workshop del 26/10, tradotto in collaborazione con altri appassionati di autoorganizzazione

Riunioni: c’è luce in fondo al tunnel!

Ormai in certe aziende il tempo speso in riunioni supera quello dedicato a creare valore.
Anche senza arrivare a questi estremi gestire bene gli incontri è fondamentale. Allora perchè spesso sembra di non concludere nulla?

Vi do la mia interpretazione e, come sempre, il punto di vista diverso che arriva con i nuovi modelli organizzativi.

Organizzazioni accoglienti

Le esigenze delle persone e delle aziende cambiano nel tempo. Forse è meglio cercare una via organizzativa nuova per evitare questo incubo delle risorse umane…

Le persone nel corso della loro vita hanno esigenze diverse
Le esigenze aziendali cambiano nel tempo
Il percorso di carriera è monodirezionale e fatto per grossi scalini

= incubo delle risorse umane!

E se invece di avere una sola dimensione di crescita ce ne fossero due, tre, dieci?
E se le esigenze aziendali fossero scomposte in mattoni più piccoli?

Forse saremmo tutti più sereni e disposti al cambiamento e il gioco a somma non zero risulterebbe in lavoratori più felici e performance migliori

L’organigramma vero non è appeso al muro

Nell’organizzazione in cui lavorate c’è già un’autoorganizzazione e non lo sapete!
Smettiamo di ignorarla e anzi rendiamo tutto chiaro e visibile!
Tanto la polvere sull’organigramma è la dimostrazione che non è quello che guida le decisioni.

Questo non vuol dire rendere tutti capi, anzi potrebbe voler dire inizialmente che dobbiamo rendere evidente che decide tutto il “paron”.
Per diventare migliori si deve passare innanzitutto dalla consapevolezza, come un buon atleta che guarda con oggettività i propri punti deboli.

Un’altra strada per far cambiare le cose

110355310-677ab046-87f8-43c3-a834-f214e4f6475e.jpg

Nel breve se siete simpatici (o se siete il capo) troverete qualcuno che vi aiuti ma nel lungo termine il lavoro che svolgono le persone tende sempre a tornare a quello iniziale. Perché?
Non voglio sminuire un problema che ha mille sfaccettature ma darvi un’interpretazione interessante partendo da ciò sto vivendo.

Sono un ruolo o una persona?

feature_spread-2

Non appena entro al lavoro succede una cosa strana: io non sono più me stesso, sono il mio ruolo.

Ci sembra assolutamente normale che ad una persona corrisponda un solo incarico e che dentro quell’unico titolo ci siano decine di cose da fare (solitamente poco visibili).

Ecco alcuni degli effetti di questa situazione…