Riunioni: c’è luce in fondo al tunnel!

Ormai in certe aziende il tempo speso in riunioni supera quello dedicato a creare valore.
Anche senza arrivare a questi estremi gestire bene gli incontri è fondamentale. Allora perchè spesso sembra di non concludere nulla?

Vi do la mia interpretazione e, come sempre, il punto di vista diverso che arriva con i nuovi modelli organizzativi.

Organizzazioni accoglienti

Le esigenze delle persone e delle aziende cambiano nel tempo. Forse è meglio cercare una via organizzativa nuova per evitare questo incubo delle risorse umane…

Le persone nel corso della loro vita hanno esigenze diverse
Le esigenze aziendali cambiano nel tempo
Il percorso di carriera è monodirezionale e fatto per grossi scalini

= incubo delle risorse umane!

E se invece di avere una sola dimensione di crescita ce ne fossero due, tre, dieci?
E se le esigenze aziendali fossero scomposte in mattoni più piccoli?

Forse saremmo tutti più sereni e disposti al cambiamento e il gioco a somma non zero risulterebbe in lavoratori più felici e performance migliori

L’organigramma vero non è appeso al muro

Nell’organizzazione in cui lavorate c’è già un’autoorganizzazione e non lo sapete!
Smettiamo di ignorarla e anzi rendiamo tutto chiaro e visibile!
Tanto la polvere sull’organigramma è la dimostrazione che non è quello che guida le decisioni.

Questo non vuol dire rendere tutti capi, anzi potrebbe voler dire inizialmente che dobbiamo rendere evidente che decide tutto il “paron”.
Per diventare migliori si deve passare innanzitutto dalla consapevolezza, come un buon atleta che guarda con oggettività i propri punti deboli.

Un’altra strada per far cambiare le cose

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Nel breve se siete simpatici (o se siete il capo) troverete qualcuno che vi aiuti ma nel lungo termine il lavoro che svolgono le persone tende sempre a tornare a quello iniziale. Perché?
Non voglio sminuire un problema che ha mille sfaccettature ma darvi un’interpretazione interessante partendo da ciò sto vivendo.

Sono un ruolo o una persona?

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Non appena entro al lavoro succede una cosa strana: io non sono più me stesso, sono il mio ruolo.

Ci sembra assolutamente normale che ad una persona corrisponda un solo incarico e che dentro quell’unico titolo ci siano decine di cose da fare (solitamente poco visibili).

Ecco alcuni degli effetti di questa situazione…

Plan – Do – Check – Act sull’organizzazione

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Immaginiamo l’organizzazione come un processo: il processo di gestione del potere.

Chi da un po’ di tempo ha intrapreso la strada del miglioramento continuo (Lean , kaizen, …) ha ormai chiaro come sia essenziale fare PDCA ovunque all’interno dell’azienda e probabilmente ha già riempito di standard la produzione e forse anche gli uffici.

La tirannia del consenso

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Il capo è colui che ha l’ultima parola quando si tratta di prendere una decisione.
Esistono differenti livelli di partecipazione che il capo può decidere di instaurare ma alla fine tocca a lui dirimere le opinioni divergenti e scegliere.
Chiunque sia stato in una posizione di autorità sa bene che accontentare tutti è estremamente difficile.

Cosa succede invece quando il capo non c’è?