Perchè il titolare non si cura dell’organizzazione?

Vedo aziende anche di medie dimensioni in cui nessuno si cura dell’organizzazione! Intendo con questo: la struttura a livello di organigramma e ruoli, i modi di esercitare il potere, ma anche i processi decisionali quotidiani.

Purtroppo per come funzionano le cose, se chi è al vertice non tiene monitorata la situazione e non fa piccoli cambiamenti, si trova poi a dover prendere decisioni drastiche una volta che le tensioni si siano accumulate troppo a lungo (anche perchè nessun altro lo farà al suo posto).

Credo che spesso questo sia dovuto a scarsa priorità, come se chi è al vertice dovesse curarsi costantemente degli obiettivi anzichè curare il modo di operare della squadra affinchè sia più performante.
I coach di moltissimi sport sono costretti a stare fuori dal campo e al di là delle discussioni con l’arbitro non si sognerebbero nemmeno di dare un calcio ad un pallone! Loro sono i guardiani proprio del metodo!

L’altro problema è la paura: meglio lasciare tutto com’è anche se non è perfetto piuttosto che andare a chiarire e generare ulteriori malumori e tensioni…
Non invidio chi siede al vertice di un’organizzazione tradizionale, neanche un po’.

I 3 motivi per cui il self management non si diffonde.

A volte una frase vale più di tanti libri: “noi manager possiamo controllarli 5 minuti al giorno, loro hanno 8 ore per pensare a come fregarci”.
Me l’ha detto recentemente un dirigente, tra l’altro un manager più che ben intenzionato e che vuole fare il meglio per la sua azienda.

Ci sono diversi motivi per cui il selfmanagement non si diffonde ma io credo che la nostra mentalità di dover mettere un capo a gestire le persone per far accadere le cose sia l’ostacolo più grande da superare.

L’alternativa esiste! Si chiama autoorganizzazione, non si improvvisa e non è semplice ma come diceva qualcuno: “c’è un motivo per cui la strada più difficile è più difficile”.

Più parlo di questi temi più mi accorgo che la maggior parte delle persone si informa sull’azienda, tiene al proprio lavoro e vorrebbe avere più spazio per dimostrare quel che sa fare.
Faccio un appello ai manager: imparate a lasciar andare! Ne guadagnerete in salute voi e il vostro business!
Fatelo con calma, fate delle prove, cautelatevi come volete ma la prossima volta che qualcosa non funziona provate a dare spazio anziché accentrare, vedrete che sarete stupiti.

E poi non vorrete mica passare il resto della vostra vita a fare il pastore no???

PS per chi ha figli: alla fine non è lo stesso che facciamo con loro? O andranno ancora con le rotelline quando avranno 18 anni?

La resistenza al cambiamento non esiste!

“People don’t resist change, they resist being changed”.
“Le persone non resistono al cambiamento ma all’essere cambiate”.

Una frase che fa riflettere perchè è una rivoluzione copernicana: se la resistenza al cambiamento non esiste vuol dire che siamo noi a crearla!
Nella mia  esperienza le persone cambiano se credono nel nuovo modo di fare le cose, altrimenti eseguono qualcosa che è stato loro imposto, senza convinzione e con scarso impegno.

Le organizzazioni con team forti e coesi ottengono Continua a leggere La resistenza al cambiamento non esiste!

Haier: l’innovazione organizzativa arriva dalla Cina! E per di più da un produttore di elettrodomestici!

Una piccola azienda cinese di frigoriferi scadenti diventa un colosso mondiale.
Già questo dovrebbe farvi venire voglia di sapere di più ma è solo l’inizio!
Il bello arriva quando cioè il colosso decide che per rispondere davvero ai clienti deve separarsi in entità di 10/15 persone gestite come vere e proprie mini aziende. Continua a leggere Haier: l’innovazione organizzativa arriva dalla Cina! E per di più da un produttore di elettrodomestici!

5 scimpanzé ci spiegano la cultura aziendale

Difficile dire cosa sia davvero la cultura aziendale, spero di avervi dato qualche idea con l’esempio dscritto nel video.
La definizione migliore che ho trovato è quella di Edgar Schein:

“La cultura organizzativa è l’insieme coerente di assunti fondamentali che un certo gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato mentre imparava ad affrontare i problemi legati al suo adattamento esterno o alla sua integrazione interna, e che Continua a leggere 5 scimpanzé ci spiegano la cultura aziendale

Pensate positivo per il 2019: pensate B-corp!

Il mio modo per farvi gli auguri quest’anno vuol essere uno spunto per pensare al business in maniera diversa.
Dopo aver approfondito un po’ il modello B-corp la speranza che crei un effetto valanga è tanta, perchè ci sono tante cose da cambiare in questo mondo e nell’economia attuale.

Storicamente le aziende nascevano radicate nel contesto sociale e non era infrequente che i loro fondatori aspirassero ad una ricaduta positiva sul loro territorio oltre che al giusto profitto.
Ad un certo punto tutto questo si è perso e ci si è avviati su una strada focalizzata unicamente al ritorno di investimento e alla crescita.

Giorno dopo giorno ci rendiamo conto che dobbiamo tornare indietro a modelli più sostenibili. Per far questo uno dei modi è affiancare alla nota distinzione profit / non profit una nuova distinzione forse ancor più importante: benefit / non benefit.

Auguri per un 2019 con un po’ di pensieri e azioni benefit in più 😉

Riunioni su riunioni e alla fine non cambia mai niente. Perchè?

Esiste un processo, troppo spesso sottovalutato, che mantiene l’organizzazione al passo con le necessità interne ed esterne: la modifica delle responsabilità continuative.
Se ci si accorge che una persona dovrebbe occuparsi anche di qualcos’altro oltre a ciò che fa attualmente le opzioni sono poche:
1 il capo / titolare decide (spesso in modo superficiale e scontentando parecchie persone)
2 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in conflitto e quindi si ferma tutto e si rimane sulle posizioni iniziali
3 il richiedente e chi occupa il ruolo sono in sintonia e quindi si accordano sul “darsi una mano”.

Continua a leggere Riunioni su riunioni e alla fine non cambia mai niente. Perchè?